Il Maestro aveva una voce non bella né legata a canoni tecnici vocali, eppure con quella voce diciamo brutta, riusciva con l'esempio a trasmettere il giusto senso di quella o altra lirica, attraverso il fremito del suo animo e del suo grande cuore.
Io lavorando con lui mi sentivo trascinata dalla sua forte personalità artistica, tanto da scoprire in me qualità espressive nascoste o sopite, tanto che successivamente mi era facile esprimermi naturalmente.
Molta importanza lui dava alla forza della parola, ai diversi colori della frase musicale, all'espressione del viso che doveva arrivare lontano, al pubblico, al naturale sorriso quando ce ne fosse stato bisogno, alla partecipazione totale dell'interpretazione del brano in oggetto.
In questo modo l'artista riusciva a comunicare con il pubblico, dato che per la musica vocale da camera, esiste soltanto il cantante e il pianista, senza orchestra, scene e costumi: tutto è imperniato sulle due persone.
Ho seguito a suo tempo i Corsi che Giorgio Favaretto teneva alle Accademie di S. Cecilia a Roma e Chigiana a Siena. Fu un'esperienza felice come pure lo furono i tantissimi concerti che facemmo insieme in Italia ed Europa.
Come purtroppo accade, quando uno se ne va, non sempre viene ricordato come avrebbe meritato.
Io non lo dimenticherò mai ed in me resteranno i ricordi e la gratitudine per avermi dato tanto!
GRAZIE MAESTRO!
Nicoletta Panni